mercoledì 13 settembre 2017

Lucy & Stephen Hawking - Missione alle origini dell'universo

 

Cari lettori e nuovi visitatori,
oggi vi propongo per la prima volta la recensione di un romanzo per ragazzi!
Sei anni fa, all'inizio della prima superiore, mi interessai all'astronomia e acquistai molti volumi riguardanti quell'ambito. I libri sono ancora illibati nella mia libreria. Finalmente, ho deciso di incominciare a leggerli per poi valutare se conservarli o meno.
Per rendere il tutto più incoraggiante, ho deciso di iniziare a sfogliare il libro più semplice! Sia mai che gli altri scritti rimangano inutilizzati per altri anni!
In settimana i post usciranno mercoledì e venerdì a causa di fattori esterni.
Buona lettura!
Informazioni generali:

Titolo: Missione alle origini dell'universo
Autori: Lucy & Stephen Hawking
Genere: Romanzo per ragazzi fantascientifico
Lingua originale: Inglese
Editore ed.italiana: Mondadori
Anno pubblicazione: 2011
Pagine: 248
ISBN: 9788804613367
Prezzo: €17,00
 "Missione alle origini dell'universo" è un romanzo per ragazzi ideato e scritto da Stephen Hawking e da sua figlia Lucy, la quale ha tenuto molte conferenze riguardanti l'insegnamento dell'astronomia e dell'astrofisica a bambini e ragazzi. Alla realizzazione di quest'opera, in particolare alla stesura degli inserti specialistici, hanno collaborato gli scienziati Paul Davies, Michael S. Turner e Kip S. Thorne. Il volume, pur essendo il terzo capitolo della serie "La grande avventura dell'universo", può essere considerato auto-conclusivo.
I protagonisti della storia sono George ed Annie: il primo appartiene ad una famiglia ambientalista mentre, la giovane, è figlia di una casalinga e di Eric Bellis, il più famoso astrofisico del mondo. I due ragazzi, che in questo volume iniziano a frequentare la prima media, aiutano lo studioso, accompagnandolo in avventure terrestri o spaziali grazie al super computer Cosmo, in grado di creare warmholes (varchi per il teletrasporto). In "Missione alle origini dell'universo" George e Annie dovranno salvare Eric ed il CERN da una bomba, collocata dai VERMI nei pressi dell'acceleratore Large Handron Collider. I VERMI sono un gruppo di studiosi che, oltre a diffondere false informazioni sugli esperimenti condotti dal padre di Annie, promuovono i conflitti e tentano di giungere al successo economico immoralmente.
 
L'edizione Mondadori tradotta dall'inglese mantiene un linguaggio semplice, fresco ed ironico. Ho notato alcune frasi incomplete, sicuramente dovute ad un errore di trascrizione del testo in italiano. Gli approfondimenti, presenti in ogni capitolo, sono caratterizzati da un linguaggio comprensibile arricchito da termini tecnici. Le spiegazioni sono abbastanza facili ed abituano i giovani alla lettura di testi complicati. Ho apprezzato la grafica del volume e le immagini inserite: aiutano la memorizzazione delle informazioni.
Ho apprezzato gli inserti specialistici: avvicinano i giovani all'astronomia e all'astrofisica.
Gli argomenti finali, secondo il mio parere, stimolano la ricerca individuale; io, ad esempio, ho studiato la moderna teoria top-down dello stato di Hartle-Hawking accennata nel finale della storia.
Sono promossi, inoltre, l'ambientalismo e l'eco sostenibilità: è spiegato come l'uomo inquina e distrugge il pianeta e cosa si dovrebbe fare per evitarlo. L'aspetto "ecologico", purtroppo, non evolve nella narrazione, nonostante i genitori di George ne siano sostenitori. Mi sarebbe piaciuto vedere il ragazzo partecipare a manifestazioni "green" insieme alla famiglia o vederlo compiere azioni anti-spreco.
Attraverso "Missione alle origini dell'universo" gli autori condannano la scienza dedita all'innovazione bellica e allo sfruttamento degenere delle risorse della Terra.

 Nella storia sono presenti componenti informatiche ed elettroniche utilizzate da Annie e George per viaggi spaziali, per aiutare il maialino Freddy e per salvare Eric ed il CERN di Ginevra. Il libro, pertanto, promuove l'uso responsabile della tecnologia, strumento per conoscere e soddisfare la propria curiosità.

La narrazione presenta alcune tematiche giovanili, nonostante George ed Annie non siano ragazzi comuni. L'amicizia, i primi amori, la gelosia e le discussioni famigliari avvicinano i lettori ai piccoli esploratori, contornando la vicenda principale.
I protagonisti intraprendenti e con molti interessi divengono esempi positivi per le nuove generazioni.
 
"Missione alle origini dell'universo" sarebbe stato un romanzo per ragazzi perfetto, se non fosse per il maschilismo indiretto. Premetto di non aver letto i precedenti volumi della saga, pertanto il discorso potrebbe sussistere solo per questo testo.
 Annie e George sono entrambi protagonisti, la ragazza, tuttavia, è esclusa dalle diverse missioni nonostante lei richieda in continuazione di farne parte. George imperterrito si dedica all'astrofisica e ai viaggi nello spazio, ignorando ingenuamente le suppliche dell'amica. La cosa che più mi sconvolge è il comportamento di Eric: egli richiede esplicitamente aiuto a George, affidandogli il nano-super computer, nonostante sua figlia sia ugualmente coscienziosa ed interessata a tutelare i ricercatori del CERN.
Perfino uno studioso si rivolge a George per avvertire che il padre di Annie è in pericolo, senza tenere conto della figlia! Tutti tratto Annie come un'ingenua e lei si comporta da tale; per una volta non poteva essere una femmina ad avere delle intuizioni geniali?
Gli autori, oltretutto, per quanto riguarda riunioni ed insegnanti parlano sempre di "scienziati", senza mai delineare una figura femminile di successo.
L'acerrimo nemico di Eric è un uomo, il costruttore del nano-computer è un uomo ... non è esagerato?
L'ambiente accademico è prettamente maschile e, per questo, credo sia necessario un cambiamento, almeno a partire dai libri!
 Lettori, siete sopravvissuti fino alla fine?
Riconosco l'esagerata lunghezza della recensione ma ... non posso proprio farci nulla!
Nel mio blog voglio essere libera di scrivere come preferisco, andando deliberatamente contro le tecniche di comunicazione web ... non è forse questo che mi distingue dagli altri? Le persone devono imparare che alcune cose richiedono tempo. Mica come gli articoli di cronaca online da leggere in soli due minuti.
Basta, voglio essere prolissa. Voglio perdermi nelle mie parole.
 Un abbraccio,
Erica.
 

giovedì 7 settembre 2017

Occidente: La produzione come ricchezza. Alla felicità ci pensa il Butan.

Occidente: la produzione come ricchezza.
Alla felicità ci pensa il Butan
Tutti conosciamo il PIL.
I social media non lo riportano ogni anno per valutare la crescita complessiva del nostro Paese?
La sigla PIL, infatti, rappresenta il prodotto interno lordo, valore che indica quello che un paese poduce; è importante per valutare lo stato di salute di un'economia.
 Solitamente, successivamente alla pubblicazione del PIL, giornalisti ed esperti analizzano quali sono stati i beni più prodotti che hanno contribuito ad accrescere le finanze  dello Stato. Vi è la tendenza, tuttavia, a porre in evidenza la produzione "sana"  del paese, ovvero la fatturazione che in apparenza non è dannosa sul piano morale ed ambientale.
E' noto che la produzione agricola ed industriale arricchisce; non sono però altrettanto manifeste le conseguenze negative della creazione di beni provenienti dal settore primario e secondario: l'inquinamento, ingente consumo energetico, l'impiego di magimi a basso costo per alimentareil bestiame, lo sfruttamento della manodopera e molto altro.
I pestici ampiamente utilizzati sui terreni coltivati ed i composti chimici impiegati negli stabilimenti, gravano sul tasso d'inquinamento dell'aria, del terreno e, nei casi più estremi, dell'acqua superficiale e sotterranea. L'uomo, inevitabilmente, deve ricorrere alle strutture sanitarie per curare le patologie causate dalle sostanze dannose, ciò costituisce una spesa per la propria patria ma arricchendo le case farmaceutiche che producono medicinali incrementando così, in un circolo perverso, il PIL.
Cause e conseguenze sono correlate le une alle altre.

Il prodotto interno lordo, come considerò l'ex senatore statunitense Robert Kennedy, nel discorso tenuto il 18 marzo 1968, dipende anche dalla pubblicità che promuove  l'acquisto dei prodotti della grande industria. E' così che i nostri figli iniziano a desiderare la bambola appena immessa sul mercato od il nuovo costume da supereroe e, se non prestiamo attenzione, un giorno ci domanderanno che cos'è una sigaretta, quella appena vista nello spot della Malboro. La pubblicità promuove così ciò che dovrebbe essere scoraggiato, il tutto, sempre per amore del PIL.
La popolazione è consapevole che la produzione di napalm, missili, testate nucleari ed armi da fuoco favorisce l'accumolo di denaro ma, dimentica e non considera la distruzione che questi oggetti causano.

Robert Kennedy
Kennedy durante il discorso tenutosi il 18 marzo del 1968

L'incosapevolezza della gente o, la paura del cambiamento, alimentano un sistema che opera in funzione di una mera misura del valore ma, in uno stato caratterizzato da un alto PIL, la popolazione è felice?
Nel 1968 gli Stati Uniti vantavano un prodotto interno lordo pari a 800 miliardi di dollari, ciò nonostante, gli americani erano tutti benestanti? Purtroppo no.
Il PIL, infatti, non comprende alcuni elementi fondamentali per valutare il livello di benessere degli individui. La qualità dell'ambiente, la tutela della salute, la possibilità di accedere all'istruzione dipendono, certamente, dalla ricchezza di un paese; è vero, tuttavia, anche l'opposto: se il popolo è contento, soddisfatto dell'impiego ed in buona salute, produce di più.
L'economia e la felicità dei cittadini dipendono l'una dall'altra, i rapporti di predicazione, come disse Feuerbach nella sua dimostrazione della non esistenza di Dio, sono pertanto permutabili.

L'unico stato al mondo che ha considerato il legame tra benessere e mercato è il Bhutan; paese dell'Asia orientale al sud del Tibet, che occupa una superficie pari a quella della Svizzera. Il governo è una monarchia costituzionale, la religione ufficiale è il buddismo e la lingua parlata è il bhutano.
I funzionari del Bhutan hanno introdotto il FIL, la felicità interna lorda, considerato di pari importanza al "tradizionale" PIL. I due valori devono, secondo i bhutani, crescere insieme.
I regnanti del piccolo paese asiatico annualmente visitano ogni agglomerato urbano presente sul territorio, per valutare lo stato di benessere dei cittadini e per donare appezzamenti di terreno alle famiglie più bisognose.
La felicità degli abitanti è, inoltre, valutata attraverso questionari riguardanti i diversi servizi statali. Grazie ad un semplice meccanismo di trasmissione dei datisi può quindi tenere in considerazione il parere degli abitanti.
Immagine correlata
I monarchi del Bhutan
Il Bhutan, oltre a ciò, sospende le importazioni di merci alimentari da paesi stranieri in cui risulta eccessiva la presenza di sostanze chimiche, tutelando gli abitanti dagli effetti dannosi.
Riguardo l'inquinamento, i bhutani fin da piccoli vengono istruiti a limitare la produzione di rifiuti: nelle scuole i bambini non possono portare alimenti preconfezionati e, per la spesa, gli aduli impiegano sporte portate da casa.
In Bhutan la percentuale di fumatori è molto bassa, è infatti vietato fumare in ambienti esterni ed interni e, reperire sigarette è difficile.
Le restrizioni vigenti in Bhutan appaiono a noi occidentali eccessive, ma secondo i funzionari orientali, l'individuo che vive in comunità deve sempre agire nell'interesse di tutti: il consumo di sigarette, ad esempio, non danneggia solo il fumatore ma anche chi lo circonda e limitandolo si preserva il benessere comune. Il FIL, se sarà introdotto in Occidente, non corrisponderà a quello bhutano a causa della diversa mentalità; potremmo, comunque, carpire alcuni aspetti dalla civiltà orientale per migliorare il nosto Paese.

La soluzione ai grandi problemi può essere talvolta scovata nei sistemi più piccoli, bisogna solo ampliare lo sguardo.
 
Cari lettori,
oggi ho deciso di condividere con voi un articolo risalente al periodo scolastico. Sono particolarmente soddisfatta dello scritto e, secondo il mio parere, alcuni di voi potrebbero trovarlo interessante.
Un abbraccio,
Erica.
 
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