lunedì 21 agosto 2017

Be the Best of Whatever You Are - Douglas Malloch

If you can't be a pine on the top of the hill,
Be a scrub in the valley — but be
The best little scrub by the side of the rill;
Be a bush if you can't be a tree.


If you can't be a bush be a bit of the grass,
And some highway happier make;
If you can't be a muskie then just be a bass —
But the liveliest bass in the lake!


We can't all be captains, we've got to be crew,
There's something for all of us here,
There's big work to do, and there's lesser to do,
And the task you must do is the near. 


If you can't be a highway then just be a trail,
If you can't be the sun be a star;
It isn't by size that you win or you fail —
Be the best of whatever you are!



Traduzione:

(fonte: https://letteralmenteblog.wordpress.com)



Se non puoi essere un pino in cima alla collina,

sii un arbusto nella valle, ma sii

il miglior, piccolo arbusto accanto al ruscello;

sii un cespuglio, se non puoi essere un albero.



E se non puoi essere un cespuglio, sii un filo d’erba,

e rendi più lieta la strada;

se non puoi essere un luccio, allora sii solo un pesce persico:

ma il persico più vivace del lago!



Non possiamo essere tutti capitani, dobbiamo essere anche equipaggio.

C’è qualcosa per tutti noi qui,

ci sono grandi compiti da svolgere e ce ne sono anche di più piccoli,

e quello che devi svolgere tu è li, vicino a te.



Se non puoi essere strada maestra, sii solo un sentiero,

se non puoi essere il sole, sii una stella.

Non é grazie alle dimensioni che vincerai o perderai:

sii il meglio di qualunque cosa tu possa essere.


Cari lettori,

oggi vi propongo una poesia di Douglas Malloch: "Be the Best of Whatever You Are".


Molti di voi già conosceranno l'autore americano, operativo tra il 1877 ed il 1938. Egli scrisse numerosi racconti e fu editore associato del periodico di settore "American Lumberman".

Personalmente, ho scoperto Malloch grazie a mia zia Miranda; ella tiene la corrispondenza con mio nonno Ilario e, qualche mese fa, gli inviò una lettera contenente la poesia per me!

Dopo aver letto lo scritto del poeta a me ignoto, ho deciso di cercare il componimento in lingua originale: l'inglese.



Ho letto lo scritto nel periodo antecedente gli esami e, anche se solo per pochi istanti, mi ha incoraggiata a fare del mio meglio e a dare tutta me stessa.

"Be the Best of Whatever You Are " è costituita da quattro quartine caratterizzate da una rima baciata, riassumibile nello schema ABAB CDCD EFEF GHGH.

Il linguaggio utilizzato è semplice e moderno, non vi sono figure retoriche che mettono in correlazione elementi interni alla poesia.

La cosa che più apprezzo del componimento è che Malloch crea, secondo la mia personale visione, metafore dinamiche che associano il lettore a diversi elementi paesaggistici (pino, arbusto, sentiero, ecc.) od a delle figure (capitano e truppa).



Secondo l'autore non importa l'apparenza ma la dedizione per il compito individuale che ognuno di noi deve svolgere.



Ho apprezzato il messaggio che Malloch trasmette: egli non impone limiti all'individuo, ogni essere umano sceglie la sua missione.


Determinandoci autonomamente possiamo essere i migliori di qualunque cosa siamo.
Lettori,
sono stata inattiva per due settimane a causa di forze maggiori. Sono partita con degli amici ed il mio ragazzo per una vacanza itinerante; la prima meta è stato il Montelago Celtic Festival 2017 situato nell'Altopiano marchigiano di Colfiorito, in seguito abbiamo raggiunto Piave Santo Stefano (Arezzo) dove siamo stati ospiti dei parenti di una amica del gruppo infine, abbiamo alloggiato in un campeggio a Massa.
L'ultima settimana io ed il mio ragazzo l'abbiamo trascorsa a Livorno, tra mare, gite in città e cinema all'aperto. E' stato rilassante stare con lui e, nonostante la connessione internet offerta dai suoi zii, ho preferito non pubblicare nulla, godendomi il tempo per noi due soli.

E' stato faticoso montare e smontare la tenda ogni due giorni e preparare il cibo solo con l'ausilio di piccoli fornelli ad alcool; ogni tappa è stata unica, caratterizzata da eventi di ogni genere.
Ho adorato il concerto degli Omnia, gruppo pagan folk che si è esibito la seconda sera del festival.
 Vi lascio il loro brano più famoso da ascoltare:


Nei prossimi post inserirò qualche foto in più!
Presto la recensione de "Il peso dei segreti" di Aki Shimazaki.

Ci "leggiamo" presto!
Un abbraccio,
Erica

giovedì 27 luglio 2017

Racconto descrittivo: Margno (LC), Piano delle Betulle, 22/07/2017


Cari lettori, bentornati!
Lunedì 25/07 sono tornata a casa, ho trascorso dieci giorni a Margno, un paesino montano (700 m sul livello del mare) in provincia di Lecco.
Spesso ho raggiunto il Piano delle Betulle (1500 m s.l.d.m.) in funivia: sono stata immersa nella natura ed ho goduto dell'aria di montagna. Finalmente, dopo un anno di sedentarietà a causa dello studio, ho potuto percepire la soddisfazione di raggiungere la cima dopo tanta fatica.

Oggi vi propongo un mio scritto. Ho descritto un momento da me vissuto al Piano delle Betulle: raggiunto un versante della montagna caratterizzato da lastroni di roccia rosata contornati da ericacee, dal quale si vedeva la Grigna avvolta nella foschia, mi sono seduta e dedicata alle sensazioni che quel luogo mi trasmetteva.

Spero che attraverso le mie parole, possiate vivere anche voi dei momenti positivi!
Margno (LC), Piano delle Betulle, 22/07/2017

Sono seduta su lastre di roccia rosata ricoperta da licheno d'un verde acceso; del muschi, ormai vecchio, copre fenditure e solchi dove un tempo s'accumulava acqua sorgiva proveniente dall'alto o dal profondo.

Il cielo è nuvolo: il sole compare all'improvviso, riscaldandomi, veloce se ne va poco dopo.
L'aria frizzantina smuove le erbe, trasportando lontano il frinire dei grilli.
Tra loro forse vi è qualche cicala.

Al suolo, una formica rossa trasporta un moscerino morto con le ali dispiegate; poco distante, tra alcune spighe, vedo un grillo d'un colore paglierino, pare seccato dal sole.

Il piccolo insetto muove le zampe posteriori, unendosi al coro dei suoi compagni.

Alcune volte i grilli divengono muti, tutt'intorno cala il silenzio; l'aria attraversa le chiome delle giovani betulle, un fruscio persistente che non vuole cessare.

Mi volto, vacche in lontananza esplorano i pascoli alle alte altitudini; il suono dei campanacci giunge fino a qui.

Bombi ed api popolano i cespugli di erica rosa e bianca, ghiotti del nettare svuotano i piccoli fiori a campana: calici per brindare a tutto questo.


Il terreno è gonfiato da rivoli d'acqua che camminano tra le pietre colorate; immagino di posare i piedi nudi sul muschio presso le pozze: la pressione fa sgorgare il fluido sorgivo, le dita si inumidiscono.

In basso vi è la valle e di fronte altre montagne; la foschia non mi permette di vedere il lago a nord.

Non mi importa di andare oltre con lo sguardo, mi basta stare in questa toppa di mondo: essere per un attimo roccia, sferzata dal vento, immersa tra brughiere ed acquitrini.
Spero vi abbia fatto piacere leggere questo racconto descrittivo, vi sono piaciute le fotografie?
Voi dove siete andati o dove andrete in vacanza?

Ci "leggiamo" lunedì prossimo!

Un bacio,
Erica.


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