mercoledì 4 ottobre 2017

La piccola Parigi - Alessandro Tonoli



Cari lettori,
oggi è un giorno speciale: ho collaborato con un autore! Il mio entusiasmo è giunto oltre l'esosfera. Sono stata davvero felice di poter leggere il libro di Alessandro Tonoli, un giovane che ha pubblicato il suo primo romanzo breve nel 2015! Personalmente, conosco il mondo dei piccoli autori (presenti nell'associazione culturale della quale faccio parte) e le difficoltà che essi incontrano nell'edizione delle proprie opere e nella loro commercializzazione, pertanto, sono contenta di aver dato un contributo.
La parte più interessante della recensione è l'intervista all'autore (ho sempre desiderato farne una)!
Informazioni Generali:

Titolo: La piccola Parigi
Autore: Alessandro Tonoli
Casa Editrice: GWMAX
Anno edizione: 2015
Genere: Romanzo breve
Lingua: Italiano
Prezzo cartaceo: 9,00€
Prezzo e-book: 2,99€
Pagine: 60
ISBN: 9788890700392
 "La piccola Parigi" è un romanzo ambientato a Cabiate, una cittadina vicino a Como, caratterizzata dal particolare soprannome di cui l'autore narra l'origine avvalendosi di una tenera cornice narrativa: un nonno che racconta alla nipote una storia dimenticata da tutti.
Lo stile di Tonoli presenta frasi brevi che alternano periodi abbastanza articolati; le parole utilizzate sono semplici, tuttavia, compongono metafore ed allegorie che arricchiscono la narrazione.
Frequente, purtroppo, è la presenza di ripetizioni che appesantiscono la forma; solo in alcuni casi, esse risultano appropriate per rimarcare concetti o messaggi.
Personalmente, avrei riformulato alcune frasi; lo stile, tuttavia, è leggermente maturato nel corso della narrazione.

Come potete immaginare, se seguite la rubrica "Ricordi rubati", ho trovato dolce il rapporto tra Chiara ed il nonno, reduce dalla scomparsa della moglie. Il legame tra i due è fortificato dall'intimo atto di trasmissione dei ricordi.
La novella narrata ha come protagonista un'insolita bambina, magicamente apparsa a Cabiate quando il nonno di Chiara era ancora giovane: nessuno sapeva da dove venisse. Ben vestita ella vagava per la città conversando con tutti ed offrendo buone parole; gli abitanti, inizialmente sorpresi, si fecero gradualmente coinvolgere dalla spensieratezza della bambina.
Un giorno, la piccola si presenta con una miniatura di metallo della Tour Effel, affermando di voler far crescere una torre proprio nella piazza della città, annaffiando l'insolito seme con lacrime dense di speranza. La bambina, soprannominata "piccola Parigi", infonde amore in tutta Cabiate mostrando alle persone la dedizione con cui cura il souvenir nella speranza che il sogno si realizzi.
Un giorno, piccola Parigi scompare senza far ritorno.

Mi hanno commossa i dialoghi tra il nonno e la bambina, ricchi di messaggi positivi che portano a comprendere cosa talvolta valga realmente.
La storia insegna l'importanza dei sogni e dei desideri, necessari per allietare la vita delle persone e per non vanificarla. Non importa chi tu sia o quanti anni tu abbia, finché avrai qualcosa per cui lottare potrai sentirti vivo. Un'ulteriore importante tematica è l'amore che si manifesta in diverse forme: tra nonno e nipote, tra marito e moglie e tra una qualunque persona ed il suo sogno. Innamoriamoci dei nostri desideri, ci sembreranno più vicini.
La crescita simbolica della Tour Effel rappresenta, in una metafora, l'amore che germoglia nel tempo, alimentato il giusto per giungere a qualcosa di grande e potente.
I temi poco originali sono compensati dalla narrazione a tratti allegorica. 

Il finale è d'effetto, sono due gli elementi che sorprendono il lettore (per comprendere a cosa mi riferisco leggete il libro).

"La piccola Parigi" è una storia piacevole e veloce da leggere ma, non per questo, priva di contenuti.
Chi è Alessandro Tonoli?
Alessandro Tonoli, è un bel dilemma, non lo conosco bene nemmeno io! Posso confermare solo una cosa: è un ragazzo che ama scrivere. In qualunque forma, è ciò che lo salva. Per riuscire a farlo si traveste spesso di altro, lavora per un istituto di credito, sì è laureato in scienze della comunicazione, ma indubbiamente se mi chiedi chi è, ti dico che è un ragazzo che ama scrivere, è l'unica sua piccola verità.

Qual'è l'origine della tua passione per la scrittura?
Trovarci un origine è difficile. Sicuramente parte dal mio amore per la lettura. Ho sempre amato leggere, essendo generalmente una persona che ama molto starsene nella sua stanza a scoprire mondi sparsi un po' qua e un po' là. Più che una passione comunque è stata un'esigenza. Dall'iniziare a scrivere canzoni per sfuggire ai primi amori maledetti, ai primi blog esplorativi; poi le storie, sono arrivate anche loro. Ho sempre avuto l'esigenza di scrivere, perché mi catapulta in una sfera differente, si apre qualcosa dentro, e ciò che ne esce mi fa sentire in pace.

Hai scritto e/o pubblicato altre storie prima di questa? Stai lavorando a qualche nuovo progetto?
No, questa è la mia prima pubblicazione! E' una storia che amo molto. Successivamente, pochi mesi fa, ho pubblicato un testo scientifico per Delos Digital "Tutto quello che devi sapere sulla realtà virtuale". Settimana prossima invece partiranno i pre order per il mio prossimo romanzo: si intitolerà "Quel che rimane incastrato nel vento - Buonanotte Cecil". E' un testo più adulto,dalla chiave sempre magica, che parla sempre di una bambina: lei però è rimasta incastrata dentro. Penso sia un libro che chi ha apprezzato La Piccola Parigi potrà amare molto per diverse ragioni, spero che susciti curiosità nei lettori.

Uno scrittore od un libro in particolare sono divenuti tuoi mentori durante la stesura de  "La piccola Parigi?"
E' difficile individuare un mentore. Sicuramente molta influenza l'ha avuta Baricco, perché è il mio scrittore modello, quello che amo di più. Poi qualche influenza l'ha avuta anche Makoto Shinkai con i suoi film di animazione, penso sul fattore dolcezza di contenuto. Mi ha fatto entrare nella sfera emotiva giusta per arrivare dove volevo. 

Da chi vuoi vuoi che venga letto il tuo romanzo? A quale pubblico è diretto?
Non ho un pubblico di riferimento perché credo che il testo sia molto trasversale e possa essere letto da ogni fascia di pubblico, che potrà trovarci sempre qualcosa di diverso

"La piccola Parigi" è ambientato a Cabiate (CM); è stata questa città ad ispirarti? Se così non fosse, cosa ha stimolato la tua immaginazione?
Si, è stata la città ad ispirarmi! Cabiate viene proprio chiamata La Piccola Parigi, solo che nessuno ne sapeva il motivo. Io appena l'ho sentito mi sono innamorato del suono, e mi è subito venuta in mente una bambina. Poi il resto è venuto pagina per pagina.

La cornice narrativa è data da un momento intimo del rapporto nonno-nipote: la trasmissione dei ricordi. La scelta perviene da un'esperienza simile con i tuoi progenitori?
Non so bene se possa essere diretto il collegamento. Io vivo da sempre con mia nonna, ma con mio nonno non ho mai avuto un bel rapporto. Con mia nonna invece sì, anche se sono diventato molto solitario in casa crescendo, e forse penso che questo, anche se sempre indirettamente, si sia fatto un po' strada dentro me.

Nonostante Chiara abbia ereditato la particolarità e l'esuberanza della nonna, ella agisce come una bambina di 10 anni; hai delineato la sua figura con realisticità. L'accuratezza deriva dall'osservazione o vicinanza con bambini?
Non so da dove derivi, ma non sono particolarmente vicino al mondo degli infanti. Sono, però, molto contento che sia risultato credibile!

Molte tue frasi mi sono parse allegoriche, scrigno di messaggi nascosti. Esse derivano da una tua passione per la filosofia?
Non ho mai affrontato la materia filosofica (se non dopo la stesura del testo in università). Ma sono sempre stato uno che rimugina molto sulle cose, e abbastanza romantico, quindi penso che questo poi sul testo cada a cascata!

"Piangerai anche tu per un desiderio, capirai cosa significa". Per quale desiderio hai pianto?
Non so rispondere con precisione. Nella mia vita le lacrime sono sfuse, non si focalizzano in eventi particolari. Molte volte si piange dentro però. Lo senti quando qualcosa in cui credi magari non sta andando, o non capisci come arrivare a trovare quello che stai cercando. E il sogno, il desiderio è lì, causa di questo senso di ricerca, a farti piangere in silenzio, nel bene e nel male che fa.

Per salutare i miei lettori potresti condividere la tua massima/citazione preferita?
"The stars in the sky illuminate below, The light is the sign that love will guide you home." senza dubbio. E' una canzone degli Angels and Airwaves che ho tatuato dentro.
Cari lettori,
vi è piaciuta questa recensione con l'autore? Io sono ancora emozionata!
Innanzitutto, ringrazio di cuore Alessandro per la sua disponibilità e gentilezza, sono molto soddisfatta dell'intervista.
Il prossimo libro di Tonoli sarà "Quel che rimane incastrato nel vento - Buonanotte Cecil", per la sua pubblicazione, tuttavia, chiedo il vostro aiuto: il libro verrà revisionato e stampato solo dopo il raggiungimento dei 200 preordini.
 Io ho già pre-ordinato la mia copia cartacea ... voi cosa state aspettando?
Se preferite, il volume è disponibile anche in versione e-book. Non avete proprio scuse!
https://bookabook.it/libri/quel-rimane-incastrato-nel-vento-buonanotte-cecil/
Lettori, ci "leggiamo" presto!


venerdì 29 settembre 2017

Encomio alla polvere - 14 e 23/09/2017


Coltre di polvere
su taluni oggetti
preservo.

Soffio:
coriandoli impalpabili
dondolano alla nenia d’una luce di crepuscolo.
ricadono sulle mie cose.

Oggetti e la loro polvere.

Corpuscoli
scoloriti dal battere del pendolo,
gravate sulle cose:
bisso lùrco
di ardori di vite spirate.

Polvere,
sei encomio agli averi;
testimoni rigorosi
di corrotte lacerate
tele.
Cari lettori,
la musicalità della poesia ci introdurrà nel mese di ottobre. Ho deciso di porre l'arte poetica in una posizione di rilievo nel mio spazio digitale, fino ad ora è stata troppo trascurata. Dal 18 settembre frequento lettere moderne all’Universita Statale di Milano; finalmente, dopo quasi due setitimane, mi sto abituando all’ambiente accademico ed ai ritmi frenetici della metropoli. Nonostante sia difficile, cerco di non farmi infastidire dalle ingiustizie vissute: le persone dovrebbero imparare ad agire e pensare nel contesto comunitario.

La poesia di oggi e’ stata scritta tra il 14 ed il 23 settembre 2017. “Encomio alla polvere” e’ un componimento, secondo il mio parere, insolito per costruzione e per tematica. Esso e’ nato nella quotidianità: spolverando.
Un giorno ero intenta a pulire una piccola libreria della mia stanza, della quale uno scaffale e’ dedicato ad una molteplicità di oggetti accomunati da un passato antico (vecchie scatole di latta, lettere d’amore, prismi di cristallo, legni incisi, icone orientali, piccoli minerali, ecc.). Seguitando a mirare l’ammasso eterogeneo di cose la polvere che li ricopriva assumeva un nuovo significato, portandomi a non mondarle da quello strato grigio.

La prima strofa è semplice, spiega un mio comportamento: conservare la polvere solo su alcuni oggetti.
L'azione appena espressa è accompagnata, nei versi successivi, da un’immagine delicata e che incanta lo spettatore: a causa di un lieve soffio impalpabili granelli iniziano a turbinare in aria ricadendo dondolando sulle cose, cullati dalla luce del tramonto che li illumina.

La polvere grigia è come scolorita dal passare del tempo, pesa sugli oggetti che ricopre, come un tessuto imbrattato costituito dalle emozioni, dai sentimenti, dai pensieri delle persone (ormai probabilmente decedute) che hanno incluso nella loro vita quelle cose.

Secondo la mia visione, la polvere celebra gli averi che raccontano con esattezza la vita degli esseri umani, corruttibile dalla morte. L'ultima strofa racchiude il messaggio più importante.

Lùrco è un latinismo, sinonimo di “sporco”, che significa “imbrattato”; il termine è in stretta correlazione con la parola “tele” utilizzata nell'ultima strofa. Le diverse espressioni appartengono al medesimo campo semantico.

 Metafore costellano l'intera poesia: la polvere diviene "coriandoli impalpabili" e "corpuscoli", gli uomini sono come tele squartate mentre il tempo, si trasforma nel pendolo dell'orologio.
Una personificazione è presente nell'ultima strofa: gli oggetti possono osservare l'esistenza delle persone che li circondano; i termini consequenziali "corrotte" e "lacerate" originano, invece, il climax.

Ho apprezzato il contrasto tra "l'impalpabilità" fisica della polvere ed il suo peso morale/filosofico notevole.
 
Lettori,
spero vivamente che la mia poesia vi sia piaciuta.
E' nata d'improvviso, il pensiero mi ha folgorata e ho scritto.
L'influsso di Alda Merini mi ha sicuramente aiutata ad aprire la mia mente a nuove visioni.
Scrivetemi le vostre riflessioni nei commenti!
A presto,
Erica!


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